Archivio mensile:agosto 2017

Una ballata sull’immigrazione

 

Voi siete pazzi
Pazzi
Voi che dite che non scappano
Dalla guerra
Dalla miseria
Pazzi
E ciechi
Ed egoisti
Pazzi
Se chi nasce in Svezia può sperare di vivere
Ottant’anni
Mentre chi nasce in Sierra Leone
Solo trentaquattro
Se la nostra ricchezza
È settantadue volte maggiore
Di quella di chi vive laggiù
Voi siete pazzi
E ciechi
Ed egoisti

Come lo siete voi
Che dite
E dite
E dite
Come dischi rotti
Dobbiamo accoglierli
Dobbiamo
Dobbiamo
Dobbiamo
Chiudendo gli occhi sulla realtà
Sulla sofferenza del partire
Sulla nostalgia nel restare
Sugli spazi che non bastano
E ancor meno basteranno
Sulle differenze
Belle a vedersi
Ma che non permettono
La convivenza
Sui lavori che lasciamo loro
Giusto quelli che i nostri figli
Non vogliono fare
Voi siete pazzi
E ciechi
Ed egoisti
E anche piuttosto
Schiavisti
Quando dite che
Per noi sono
Un’opportunità

Non c’è accoglienza
Né respingimento
Né flusso da regolare
C’è solo la giustizia
Da realizzare

E spetta a noi
A ciascuno di quei noi
Che invece
Si preoccupa
Dell’anno in più per la pensione
Delle tasse da pagare
Del troppo caldo della calda estate
Del nubifragio che rovina
Ferragosto
A noi
A voi
Spetta
Non a loro
E neppure ai politici
Vituperati
Mentre
Ci rappresentano
Perfettamente


Ma voi siete pazzi
E ciechi
E pure schiavisti
Ma soprattutto
Insopportabilmente
Individui egoisti

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