Archivio mensile:novembre 2017

Una riflessione anacronistica

Due notizie di ieri ci dicono che:

  • nell’ultimo anno è aumentato del 10% il numero di coloro che sono costretti a rinunciare alle cure mediche, dato che la sanità pubblica copre sempre meno e che i costi per la salute sono troppo elevati per i redditi medio-bassi;
  • è uscita la prima Dallara “stradale”, una “barchetta” due posti da 400 cavalli e 115.000 euro (più IVA, più altri 30.000 euro per il tetto, altrimenti quando piove sta in garage); ne saranno prodotte 10 al mese, ma la produzione del primo anno (circa 120 esemplari) è già venduta.

Si dirà che l’ampliamento della “forbice” tra ricchi e poveri è noto e va avanti da tempo; tuttavia l’incrocio di queste due notizie ci mostra una cosa che si continua a voler ignorare, forse perché accecati dal fumo negli occhi della propaganda della destra, forse perché si è troppo concentrati sul proprio meschino interesse per rendersi conto di quanto sia autolesionista difenderlo: che il taglio delle tasse, da tutti richiesto a gran voce, avvantaggia solo chi è pieno di soldi e rende ancor più misera l’esistenza dei meno avvantaggiati. Perché se la Dallara “stradale” fosse gravata – che so – da un’IVA al 60% e i redditi elevati fossero, come un tempo, tassati anche al 90% (non è una boutade, una volta era così), magari si raggranellerebbero un po’ più di fondi per farmaci e visite specialistiche. Oppure si renderebbe semplicemetne meno appetibile guadagnare tanto, lasciando così più lavoro a chi oggi non ne ha.

Ah, già: ma ieri eravate tutti occupati a parlare di Ventura e Tavecchio…

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