Non esistono più destra e sinistra? Riflessioni esemplari, parte prima.

Ascoltati oggi in radio sul problema dei migranti in rapida successione Matteo Salvini, leader della Lega, e Francesca Chiavacci, Presidente nazionale dell’Arci ed esponente PD.

Il primo – dando di matta alla Boldrini (ma non sarebbe il caso di passare alle denunce?) e riesprimendo per l’ennesima volta che non esistono più destra e sinistra – in polemica con recenti prese di posizione papali fa un’affermazione che, piaccia o non piaccia, è inconfutabile: in Italia non c’è posto per tutti quelli che vorrebbero venirci. Non una parola sul fatto che chi vuole venire in Italia lo fa perché a casa propria vive in modo orribile, quando non è a rischio di morte, come nel caso dei rifugiati, dei quali si celebrava la giornata mondiale.

La seconda, dopo aver ribadito giustissimi principi etici riguardanti il punto passato sotto silenzio da Salvini, ne conclude che la questione stia solo nel non sottrarsi al dovere di accoglienza – ignorando del tutto l’unico dato inconfutabile espresso dal leader leghista.

E’ un esempio emblematico della politica attuale, nella quale nessuno la racconta giusta, o meglio nessuno la racconta tutta, ma si limita a presentare (per astuzia strategica o per autentica insipienza?) solo l’aspetto che serve a coltivarsi il proprio (ottuso) elettorato: perché se la raccontasse tutta e giusta dovrebbe spiegare che soluzioni indolori, oggi, non ce ne sono. E l’elettorato migrerebbe (ottusamente) altrove.

Nel caso specifico, infatti, è vero tanto che è inumano e immorale non accogliere i disperati che arrivano in Italia spinti dalla fame e dal terrore, quanto che qui da noi non c’è posto per tutti. Così come è vero che gli stranieri portano via il lavoro agli italiani, sebbene siano proprio quei lavori che gli italiani non vogliono fare, e che sì facendo falsano la struttura organizzativa del mondo del lavoro stesso. Un esempio su tutti: il fenomeno delle cosiddette “badanti” nasconde e aggira un problema sociale gravissimo, evitando in tal modo allo Stato e ai singoli cittadini di affrontarlo direttamente, con costi (economici ed esistenziali) assai più alti. Ma barattando in tal modo quel costo con lo sfruttamento di soggetti in stato di grave necessità.

La soluzione di questo dilemma non è semplice né scontata, ma trovarla richiede che si prendano in considerazione tutti i fattori. Probabilmente va nella direzione – come sostiene Salvini e già diceva molto prima di lui Pino Rauti (uno che almeno aveva il merito di non nascondere di essere di destra) – di provare a risolvere i problemi dei paesi da cui provengono gli immigrati. Ma ciò è ben lungi dal ridursi al trattenere i migranti sulle coste della Libia (trascurando affatto l’indecente proposta di bombardare le barche…): significa invece cambiare i nostri orientamenti economici, modificare i nostri stili di vita, smettere di sognare un “rilancio della crescita” che sottrarrebbe ogni risorsa ai paesi che lo sviluppo non l’hanno mai avuto e cedere parte del nostro benessere per donarlo a chi muore di fame e di ignoranza. Cose, queste, che né i seguaci della Lega, né quelli del PD hanno alcuna intenzione di prendere in considerazione.

Ecco allora che – per quanto impresentabile sia – alla fine sembra aver ragione Salvini: destra e sinistra, oggi, non esistono più.

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2 thoughts on “Non esistono più destra e sinistra? Riflessioni esemplari, parte prima.

  1. Marta Mancini ha detto:

    Il problema dei migranti è emblematico della follia in cui stiamo conducendo le nostre esistenze, in Italia e in Europa. Non facciamo una piega quando ci viene detto che la soluzione dei nostri problemi economici è far ripartire i consumi, senza considerare che stiamo già acquistando fin troppi prodotti fabbricati in altri paesi (non solo in Cina, ma anche negli Usa o in Estremo Oriente) che non portano alcun vantaggio fiscale per le nostre casse. Anche quella è una migrazione che ha pesanti conseguenze ma nessuno sembra farci caso. Abbiamo sotto gli occhi il degrado del territorio, innumerevoli edifici abbandonati all’incuria e alla distruzione, opere pubbliche incompiute o rallentate ad arte – tutti costi occulti per le nostre tasche – e parliamo di mancanza di strutture e di risorse economiche per l’accoglienza dei migranti. Facciamo la carità ma non ci pensiamo come interdipendenti e, dunque, in ogni gesto di generosità c’è tutta la contraddizione della tolleranza. Abbiamo regole formalmente ferree che impediscono di offrire lavoro equo e solidale in cambio di accoglienza e magari di un mestiere da insegnare. No, quello lo chiamano sfruttamento, meglio coltivare il commercio dei falsi e ingrassare la malavita, istituzionale e non, ma sempre-meglio-organizzata, con i lager dei centri di accoglienza. Il vero problema portato dall’immigrazione è quello di mettere sotto gli occhi di tutti in quale follia e disonestà viviamo. Per questo i politici sguazzano nelle opposte retoriche con fastidioso clamore: occuparsi dell’immigrazione a chiacchiere è un’occasione da non perdere per coprire la loro incapacità e nascondere la deriva della prostituzione per garantirsi il posto a vita.

  2. Agnese Previtali ha detto:

    Caro Neri
    sono sostanzialmente d’accordo con quello che scrivi, non però sulla affermazione finale e consequenziale “destra e sinistra non esistono più”.
    Intanto fare un’affermazione del genere è di “destra”: significa non fare distinzioni e di fatto lasciare o volere che le cose rimangano così. La “sinistra” diversamente cerca (magari anche sbagliando) un mondo diverso e più giusto.
    E poi io la diversità la vedo immediatamente nelle persone nelle loro parole e azioni (stando certo attenti a chi pontifica in un modo, nascondendo quello che effettivamente è) , forse è una sinistra diversa, vorrei dire più “annacquata” , ma rimango convinta che i nostri politici sono poi lo specchio di quello che siamo noi. quindi basta solo con le accuse e la sfiducia, guardiamo avanti davvero verso un mondo diverso, facciamo la nostra piccola parte, ma lasciamo anche lavorare i politici. Non vorrei sembrare troppo ottimista ma grazie dio il “ventennio” è forse passato!

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