Giovane, caparbio e sognatore. Ecco il governo di Pinocchio…

Lasciamo da parte ciò che si può dire del nostro nuovo Primo Ministro per il suo passato, remoto (di quello ho già detto qualcosa tempo fa) e recente (ha giurato fedeltà alla Repubblica, non a Letta): è inutile ripetersi e, comunque, se chi voleva informarsi e capire non l’ha fatto è inutile insistere adesso. Guardiamo invece a quel che l’oggi ci mette davanti.

Un governo, ha detto Napolitano, che “presenta così ampi margini di novità da spiegare ad abundantiam il tempo che è stato richiesto per definirne la composizione”. Lasciando nuovamente da parte il fatto che gli elementi nuovi del governo appaiono davvero poco “abbondanti”, c’è da ritenere che “il tempo” cui si riferiva il Presindente della Repubblica fosse quello del colloquio tra lui e Renzi, inusitatamente lungo (oltre due ore e mezzo), perché tutti gli altri sono stati anche troppo brevi. Perché quel lungo colloquio? Non perché tra i due ci siano state discordanze, assicura Napolitano: anzi il Presidente del Consiglio avrebbe esercitato “in pieno” la sua “prerogativa costituzionale” di scelta dei ministri, “in un clima di serena collaborazione istituzionale”. Tradotto: Renzi è arrivato con la lista dei ministri e ne abbiamo parlato serenamente, senza che io, Napolitano, abbia modificato alcunché. Perfetto.

Peccato che, nel prosieguo del discorso, il Presidente della Repubblica si contraddica in modo palese, affermando che “le due ore e mezzo di incontro sono state, però, anche, due ore e mezzo non di incontro tra me e il Presidente incaricato ma di lavoro parallelo: io ho fatto un po’ di mio lavoro diciamo di routine, il Presidente del consiglio ha completato consultazioni per potere definire la composizione del Consiglio dei Ministri”. Poffarbacco! Il Presidente del Consiglio ha completato le consultazioni nel corso del colloquio con il Presidente della Repubblica? Ma allora la lista con cui è arrivato non andava bene ed è stata ritoccata! Altrimenti, che bisogno avrebbe avuto di continuare a consultarsi?

Lo conferma la excusatio non petita che Napolitano sente immediatamente dopo il bisogno di avanzare, assicurando ai “cultori di ricostruzioni giornalistiche a tinte forti” che il suo braccio “non è stato sottoposto a nessuna prova di ferro”. Grazie, Presidente! La precisazione, passata al vaglio del “paiolo bucato” (l’antica novella ricordata da Freud come esempio di confessione in negativo), completa il quadro: c’è voluto molto tempo e un supplemento di consultazioni, pertanto sicuramente non c’è stato nessun braccio di ferro… Mi chiedo: ci voleva poi tanto a raccontarcela giusta?

Quindi, concludendo, fin dalla presentazione istituzionale si manifesta l'”abbondanza”  di novità del governo nuovista: innovative sono le idi di marzo del precedessore, inaudito l’accentramento sul leader che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni, mai vista la versione di comodo – stavolta persino mal recitata – data in pasto agli elettori. Aggiungiamoci che la lista dei ministri sembra fatta con il famoso manuale Cencelli e abbiamo completato l’opera “innovativa”.

Gli apologeti potranno obiettare che siamo però di fronte al governo più giovane e più femminile della storia italiana. Quanto alla prima cosa, vorrei ricordare una banalità che sembra sfuggire ai più, e cioè che la giovinezza non è necessariamente una virtù, visto che di solito porta con sé da un lato minore esperienza, dall’altro maggiore arroganza e desiderio di protagonismo (“doti” che il nuovo salvatore della patria ha finora dimostrato di avere ad abundantiam); riguardo invece alla seconda, beh, forse si potrebbe esserne lieti, se non fosse che il salomonioco “pareggio” tra maschi e femmine profuma tanto di packaging – cosa nella quale Renzi eccelle, non si scordi che assumendo il ruolo di Sindaco disse che a Firenze non serviva una guida ma bastava un buon direttore commerciale…

Ma fermiamoci qui: prendiamo atto che finora nel governo nuovista non funziona nulla, rubrichiamo il tutto sotto l’etichetta “vista la situazione era il massimo” e andiamo a vedere cosa succederà adesso. Con un “avviso ai naviganti” in anteprima, che riprenderò prossimamente: tra i ministeri uno è stato palesemente e clamorosamente assegnato per distribuzione di poltrone e non per competenze – quello all’Ambiente, affidato a un commercialista in quota UDC privo di ogni esperienza in ambito ambientale e per giunta nuclearista (mentre Fukushima ancora brucia e non si sa quando si spegnerà…). Una cosa che non stupisce, visto che a Renzi non è mai stata sentita pronunciare una sola parola sui problemi ambientali, ma ciononodimeno preoccupa, dato che in epoca di globalizazione proprio l’Ambiente è il ministero più importante di un governo, subito dopo quello dell’Economia e assieme a quello del Lavoro.

Lasciamoli lavorare, ma restiamo costantemente all’erta nel nostro ruolo di cittadini critici.

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4 thoughts on “Giovane, caparbio e sognatore. Ecco il governo di Pinocchio…

  1. Marta Mancini ha detto:

    Vogliamo parlare del Ministro della Giustizia? Appare tanto funzionale per la modesta statura ed esperienza in materia, alle riforme che in altra conversazione, stavolta breve, il Nostro ha avuto con il suo maggiore sponsor. Basta leggere l’editoriale di Ferrara che celebra l’insediamento di questo governo per comprendere che di nuovo non c’è assolutamente nulla. Quando sarà evidente, sarà anche troppo tardi. E poi: scordiamoci la legge elettorale. A che servirebbe?

  2. Augusto Cavadi ha detto:

    In effetti, caro Neri, non c’è molto da aspettarsi…Se comunque, davvero, sino al 2018 dovessimo avere Berlusconi fuori dalla maggioranza di un governo, sarebbe una piccola consolazione.

  3. Sono perfettamente d’accordo. Non è la giovane età nè la chirurgica presenza dei due sessi che possono convincere. Sarò maligna ma non vedo specificità “super partes” che possano essere di garanzia nè(vogliamo dimenticarlo?) di giustificazione del superamento in corsa di Letta all’insegna(propagandistica??) di un “vero cambiamento”. Certe arrampicate politiche fanno pensare, ma adesso non ci resta che aspettare..Un atteggiamento che prende la distanza da un facile ottimismo che sento in giro e con una sola speranza: che il Paese non paghi troppo il lusso di un Pinocchio sognatore..

  4. […] Giovane, caparbio e sognatore. Ecco il governo di Pinocchio… | Filosopolis. […]

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