La filosofia “scienza della crisi” (anche della politica)

Non sono mai stato attratto dai blog, anzi mi sono sempre tirato indietro quando sono stato invitato ad aprirne uno. Però, venti giorni fa, ho sentito il bisogno di provare ad avvicinarmi a questa forma di comunicazione, dedicandolo alla riflessione filosofica sulla politica.

Perché?

Perché, come non da solo ho detto e scritto molte volte, non c’è filosofia senza politica e non c’è politica senza filosofia: tra le due pratiche umane c’è infatti un legame genetico (democrazia e politica nascono assieme, nella Grecia antica) e funzionale (la politica è decisione collettiva e perciò richiede dialogo riflessivo). E perché, come a tutti è percepibile, è necessario, anzi urgente, una rivitalizzazione radicale della politica (non solo italiana), che a mio parere solo la riscoperta del suo legame con la filosofia può permettere.

Poi, per venti giorni, ho titubato: ho buttato giù bozze (sulla crisi del Monte dei Paschi, sulla latitanza di proposte economiche nei programmi dei partiti in campagna elettorale, su alcuni paradossi e orrori della campagna), senza però poi concluderli e lasciando tutto lì, incompleto e non pubblicato.

Si vede però che avevo avuto un presentimento. Ieri, infatti, è successo l’inatteso: la polis – la città allargata, la società civile – nella quale viviamo è arrivata al (per ora) più plateale livelli di caos. All’antico e tradizionale rifugiarsi cieco nelle proprie (sempre meno) rassicuranti tane, a dispetto del loro essere invase dalle acque e prossime a franare, si è aggiunta la fuga verso il nulla, trainata da un vero e proprio pifferaio di Hamelin. Che, per giunta, ha nel web – quindi questo strumento che adesso sto usando – il suo media principe. E allora….

E allora, con molta modestia (non sono privo di conoscenza di prima mano della politica, ma neppure sono un esperto), ma con forte senso di responsabilità (sono un cittadino e un filosofo, la responsabilità me la prendo tutti i giorni nel mio lavoro con le persone), ho deciso che era l’ora di rompere gli indugi. E iniziare.

Da domani proverò a confrontarmi con voi, su temi concreti ma non ovvi, che provino a dire qualcosa di più di “Arrendetevi!” o “Rendeteci l’IMU”, “Tutti a casa” o “Siate responsabili”. Temi che ci aiutino a capire dove siamo, come ci siamo arrivati, quanto complessa sia la situazione e che, perciò, possano anche aiutarci a capire come possiamo uscirne.

Spero di riuscire ad avere continuità e di trovare ascolto e (soprattutto) dialoganti.

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2 thoughts on “La filosofia “scienza della crisi” (anche della politica)

  1. claragianga ha detto:

    Benvenuto, Neri! Il confronto non è mai abbastanza. E dalla mente di un filosofo, ancora meglio!

  2. stefano terreni ha detto:

    allora cominciamo, la cosa mi piace…

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